26. Feb, 2018

Il grande inganno

Divertirsi, ovvero compiere un’attività di svago da cui deriva il piacere che si ricerca. Il divertimento può essere estremamente soggettivo, nel senso che io posso provare piacere nel compiere una serie di azioni che non provocano la medesima sensazione svolte da un altro. Il mio divertimento soddisfa ed è soggetto alle mie peculiari esigenze, che risentono di una serie di fattori ambientali, fisici, psicologici, affettivi e socio-culturali.

Esercizio fisico: atto motorio voluto e precisato, elemento proprio della ginnastica che si inserisce nel contesto più ampio dell’educazione fisica, ovvero della pratica razionale delle norme igieniche. In buona sostanza l’esercizio fisico non ha il compito di divertire, ma deve soddisfare le regole igieniche per la salvaguardia della salute.

Io mi lavo i denti non per divertirmi ma per ottemperare ad una sacrosanta regola igienica. Non mi sogno nemmeno di ritrovarmi con gli amici a casa mia o in un altro posto allo scopo di lavarci i denti, così per divertirci e passare un momento di svago e di piacere in comune. L’igiene ha poco a che fare con il divertimento, così come l’esercizio fisico.

Se questo è vero, praticare gli esercizi fisici e quindi fare ginnastica, non deve divertire, ma diventa o dovrebbe diventare un obbligo igienico, a cui nessuno dovrebbe sottrarsi, a qualunque età, adattando al proprio stato di salute e alle proprie condizioni psicofisiche la tipologia e l’intensità degli esercizi da eseguire.

Quanto affermato diventa sufficiente per definire i campi di applicazione delle varie attività motorie in cui l’uomo di oggi si cimenta.
Lo sport che ha per obbiettivo la vittoria, può senza dubbio divertire chi lo ha scelto e lo pratica, ma con l’igiene ha poco in comune. Quindi il praticare uno sport non garantisce il conseguimento ed il mantenimento della buona salute, ma può condurre, se gradito da chi lo pratica, al divertimento, e se si è bravi ad una professione dalla quale si possono ricavare lauti guadagni. A volte, lo sport è causa della perdita della salute, o temporanea o duratura (gli esempi in questo senso sono sotto gli occhi di tutti), e sicuramente non è sufficiente per conseguire e mantenere la stessa, proprio per le sue caratteristiche intrinseche.

Alla luce di quanto esposto diventa grave errore pensare di svolgere qualsiasi attività sportiva e così facendo credere di migliorare la propria salute. È l’inganno più grande che subiamo continuamente ad opera di chi o è un solenne ignorante o deve fare gli interessi di qualcuno.

Poi c’è la confusione mentale o peggio ancora la non conoscenza di chi definisce qualsiasi attività motoria come sport: fare un giro in bicicletta, una nuotata al mare, una corsa, un’arrampicata, e via dicendo. Questo modo di pensare genera la falsa credenza che lo sport faccia bene e vada promosso in ogni sede. Ma lo sport con tali attività non ha niente a che fare. Gli studiosi di una scienza devono adottare una terminologia specifica ovvero assegnare alle parole che si usano la dignità di termini. Solo così si rende possibile l’accettazione di un codice comune che permette a tutti di comprendere di che cosa si stia parlando, evitare fraintendimenti e confusione, e soprattutto evitare che le leggi siano avvelenate dall’ignoranza o facciano qualche interesse di categoria.